11. Uscita dal Regime Forfettario e Passaggio all’Ordinario
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Quando si esce dal forfettario?
Ci sono due scenari: l’uscita obbligatoria (per superamento limiti o perdita requisiti) e quella volontaria (per scelta).
Uscita obbligatoria
Scenario 1: Ricavi tra 85.001€ e 100.000€
- Quando esci: dall’anno successivo
- Nell’anno in corso: resti forfettario, paghi l’imposta sostitutiva normalmente
- Dall’anno dopo: passi al regime ordinario (IRPEF + IVA)
Esempio: nel 2026 incassi 92.000€ → nel 2026 sei ancora forfettario → dal 1° gennaio 2027 sei in regime ordinario.
Scenario 2: Ricavi oltre 100.000€ (soglia anti-elusione)
- Quando esci: immediatamente, nell’anno stesso
- Dalla fattura che fa superare i 100.000€: devi applicare l’IVA
- Tutto l’anno viene ricalcolato in regime ordinario (IVA, IRPEF, addizionali)
Esempio: a ottobre 2026 emetti una fattura che porta il totale incassato a 103.000€ → da quella fattura in poi devi addebitare l’IVA. L’intero 2026 viene tassato con IRPEF ordinaria.
Scenario 3: Perdita di altri requisiti
Esci dall’anno successivo se:
- Acquisisci una partecipazione in società di persone
- Inizi a controllare una SRL con attività connessa
- Le spese per personale superano 20.000€
- Il reddito da lavoro dipendente/pensione supera 35.000€
- Fatturi prevalentemente all’ex datore di lavoro (nei primi 2 anni)
Uscita volontaria
Puoi decidere di uscire dal forfettario in qualsiasi momento, anche se rispetti tutti i requisiti. Basta comunicarlo attraverso il modello AA9/12 (variazione) o semplicemente adottando il comportamento del regime ordinario (applicare IVA, ritenute, ecc.) e indicarlo nella dichiarazione dei redditi.
Quando conviene uscire volontariamente?
- Hai molti costi deducibili che il coefficiente forfettario non copre
- Fai acquisti importanti con IVA che vuoi detrarre (es. ristrutturazione studio, attrezzature costose)
- I tuoi clienti sono aziende che preferiscono fornitori con IVA
- Hai detrazioni IRPEF significative (mutuo, ristrutturazione casa, spese mediche elevate)
- Stai per superare i limiti e vuoi pianificare il passaggio con calma
Cosa cambia passando all’ordinario
Nuovi obblighi
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| IVA | Non applicata | Devi addebitarla (22%, 10%, 4% a seconda del servizio) |
| Ritenuta d’acconto | Non applicata | I clienti la trattengono (20%) |
| IRPEF | Sostituita | Scaglioni 23%-43% + addizionali |
| IRAP | Non dovuta | Generalmente non dovuta per ditte individuali senza autonoma organizzazione |
| Registri IVA | Non necessari | Registro acquisti + registro vendite |
| Liquidazione IVA | Non necessaria | Trimestrale o mensile |
| Dichiarazione IVA | Non necessaria | Annuale |
| ISA | Non soggetto | Potenzialmente soggetto |
| Studi di settore | Non applicabili | Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA) |
Contabilità più complessa
Passerai dalla contabilità “zero” del forfettario alla contabilità semplificata (per la maggior parte dei forfettari che passano all’ordinario) o ordinaria:
- Contabilità semplificata: obbligatoria sotto certi limiti di ricavi (400.000€ servizi / 700.000€ commercio). Registri IVA + registro dei beni ammortizzabili
- Contabilità ordinaria: obbligatoria sopra quei limiti o per scelta. Registri IVA + libro giornale + libro inventari + registro dei beni ammortizzabili
Il commercialista diventa quasi indispensabile
La gestione contabile e fiscale in regime ordinario è significativamente più complessa. Il costo del commercialista salirà da 400-800€/anno a 1.000-2.500€/anno o più.
Adempimenti per la transizione
Cosa fare quando esci
- Comunicazione di variazione (modello AA9/12): comunica il passaggio al regime ordinario
- Inizio applicazione IVA: dalla prima fattura dell’anno in regime ordinario
- Apertura registri IVA: registro acquisti e registro vendite
- Ritenute d’acconto: avvisa i clienti che dovranno trattenere la ritenuta (20%)
- Aggiornamento software fatturazione: cambia il regime da RF19 al regime ordinario
IVA sulle rimanenze
Se sei un commerciante/artigiano con merci in magazzino, al passaggio puoi detrarre l’IVA sulle rimanenze di merci acquistate durante il periodo forfettario (art. 1, comma 61, L. 190/2014).
Beni strumentali
Per i beni strumentali acquistati nel periodo forfettario, puoi detrarre l’IVA sulla quota non ancora ammortizzata se il bene è stato acquistato:
- Negli ultimi 5 anni (beni mobili)
- Negli ultimi 10 anni (beni immobili)
Rettifica IVA a favore
La rettifica IVA è un vantaggio del passaggio: puoi recuperare IVA non detratta su acquisti fatti quando eri forfettario. Consulta un commercialista per i dettagli.
Impatto economico: forfettario vs ordinario
Esempio comparativo: 60.000€ di ricavi, professionista
| Voce | Forfettario (15%) | Ordinario |
|---|---|---|
| Ricavi | 60.000€ | 60.000€ |
| Costi deducibili | 0 (coefficiente 78%) | −10.000€ (ipotesi costi reali) |
| Reddito lordo | 46.800€ | 50.000€ |
| Contributi INPS | −12.200€ | −13.035€ (su 50.000) |
| Reddito imponibile | 34.600€ | 36.965€ |
| Imposta | 5.190€ (15%) | ~9.990€ (IRPEF scaglioni) |
| Addizionali | 0€ | ~900€ |
| Totale imposte | 5.190€ | ~10.890€ |
| Differenza | +5.700€/anno |
In questo esempio il forfettario fa risparmiare circa 5.700€/anno. Ma se i costi reali fossero 25.000€ invece di 10.000€, il regime ordinario potrebbe convenire.
Quando l’ordinario conviene
Il break-even point dipende dal rapporto costi reali / costi forfettari:
- Se i tuoi costi reali sono inferiori al complemento del coefficiente → il forfettario conviene
- Se i tuoi costi reali sono superiori → potrebbe convenire l’ordinario
Per un professionista (coefficiente 78%):
- Il forfettario “riconosce” il 22% di spese
- Se le tue spese reali sono > 30-35% dei ricavi, valuta l’ordinario
Rientro nel forfettario
Se esci dal regime forfettario, puoi rientrare non appena torni a rispettare tutti i requisiti (vedi Guida 2).
Regole per il rientro:
- Non esiste un periodo minimo di permanenza nel regime ordinario
- Basta che nell’anno precedente tu rispetti tutti i requisiti
- Se rientri, l’aliquota dipende dalla tua situazione:
- Se non hai ancora completato i 5 anni di nuova attività → puoi applicare il 5%
- Altrimenti → 15%
Attenzione: il conteggio dei 5 anni per l’aliquota al 5% non si “resetta” uscendo e rientrando. Se hai usato 3 anni al 5% e poi sei uscito per 1 anno, quando rientri hai ancora 1 anno residuo al 5%.
Checklist per la transizione
- Valuta con un commercialista se il passaggio conviene davvero
- Comunica la variazione all’Agenzia delle Entrate (AA9/12)
- Aggiorna il software di fatturazione (regime, IVA, ritenute)
- Avvisa i clienti del cambio regime (applicherai IVA e ritenuta)
- Apri i registri IVA
- Valuta la rettifica IVA sulle rimanenze e beni strumentali
- Pianifica l’aumento dei costi del commercialista
- Verifica se hai diritto alla contabilità semplificata